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L’interesse per la realizzazione di un nuovo atlante dei Mammiferi nasce anche da alcuni fattori che sono emersi di recente nel panorama locale e internazionale:

 

  1. Molte specie sono di interesse comunitario e sono obiettivo di particolari indirizzi di conservazione sia per quanto concerne i siti Natura 2000 (specie dell’All. II delle Direttiva 92/43/CEE), sia per gli ambiti esterni a tali aree protette (specie dell’Allegato IV della stessa direttiva).

  2. Il livello di urbanizzazione del territorio e il crescente aumento delle infrastrutture viarie, soprattutto – ma non esclusivamente – in ambito planiziale, porta a ipotizzare una diminuzione dei contingenti di alcune specie e la frammentazione di certe popolazioni; si configura quindi l’esigenza di una mappatura aggiornata delle macroaree di presenza.

  3. Alcune specie hanno manifestato, nell’ultimo decennio, particolari fenomeni di diffusione ed espansione in alcune porzioni del nostro territorio, sia taxa autoctoni (ad es. lo scoiattolo comune e l’istrice) che taxa alloctoni (ad es. la nutria); pertanto appare di estremo interesse definire le zone di attuale distribuzione di tali specie, evidentemente modificate rispetto alla precedente indagine.

  4. Attualmente esiste una consistente rete di rilevatori potenziali in grado di contribuire alla ottima realizzazione del progetto.

 

Sono quindi molteplici i motivi e le contingenze che ci spingono a ripartire con un nuovo progetto atlante dei Mammiferi. Non ultima, l’esperienza acquisita nella gestione di progetti analoghi, a scala provinciale (atlanti ornitologici) e regionale (il recente atlante erpetologico).

 

La richiesta di collaborazione viene quindi estesa a tutti i potenziali rilevatori: soci e non soci, professionisti e amatori, operatori ambientali e occasionali osservatori. Ogni dato, anche singolo, anche apparentemente banale, sarà di grande utilità.

Già patrocinato della Regione Veneto - Direzione Pianificazione Territoriale e Parchi - Servizio Reti Ecologiche e Biodiversità, il progetto nasce per allargarsi ad una estesa collaborazione con Enti e Istituzioni: Parchi, Province, Corpi di vigilanza, Associazioni, Università e Musei.

L’As.Fa.Ve. si impegna anche a programmare (e in parte finanziare) alcune indagini mirate alla conoscenza di particolari taxa e soprattutto tese a completare la conoscenza di aree geografiche particolarmente scoperte. Ogni decisione in questo senso sarà vagliata del Consiglio Direttivo in carica.

 

I rilevamenti del progetto partono dalla primavera 2009 e si concluderanno nel 2014. Verranno raccolti anche tutti i dati pregressi disponibili, a partire dal 1990. Il periodo dei rilevamenti, variabile a seconda delle specie, è potenzialmente estendibile a tutto l’anno.

Per quanto riguarda i metodi di monitoraggio, la raccolta e l’organizzazione dei dati, si rimanda ai relativi allegati. La scheda per l’informatizzazione dei dati dovrà essere inviata, entro la fine di ciascun anno di rilevamento, al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Nel caso si inviino i dati in forma cartacea, si prega comunque di mantenere lo schema della tabella. L’indirizzo di invio è, in questo caso: Mauro Bon, Museo di Storia naturale di Venezia, S. Croce 1730, 30135 Venezia.

I dati rimangono di proprietà del rilevatore. Tutti i rilevatori saranno citati nella pubblicazione finale. Forme di collaborazione nella stesura dei testi saranno valutate alla fine del progetto, sulla base della competenza e della partecipazione dei singoli.

È prevista la realizzazione di un sintetico report annuale, che verrà pubblicato nel sito web dell’Associazione.

 

Mi auguro quindi una larga partecipazione di tutti e resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

 

Il coordinatore del Progetto Atlante,

Mauro Bon